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Iperidrosi: cos’è

Quando la quantità di sudore prodotto dall’organismo supera le richieste di regolazione della temperatura corporea, si parla di iperidrosi.
Le ghiandole sudoripare in tali casi sono eccessivamente reattive agli stimoli nervosi che ricevono dal cervello e che le inducono a produrre sudore.

L’iperidrosi è quindi la sudorazione eccessiva, fenomeno imbarazzante e scomodo che non conosce stagionalità (anche se peggiora d’estate) e non è necessariamente legata alla temperatura dell’ambiente.
Il problema dell’iperidrosi insorge in genere con la pubertà, raramente prima, e prosegue tutta la vita, con una certa riduzione d’intensità secondo determinate condizioni psico-fisiologiche.

Per le persone che soffrono di iperidrosi il fluire del sudore sembra inarrestabile, raggiungendo anche alcuni eccessi come un odore particolarmente intenso (osmidrosi) o particolarmente acre (bromidrosi), causati principalmente dalla modificazione chimica del sudore che favorisce la moltiplicazione dei batteri sulla pelle, responsabili della fermentazione.

Il sudore

Il sudore è un liquido trasparente prodotto dalle ghiandole sudoripare e presenta caratteristiche diverse secondo le condizioni fisiologiche dell’organismo; la sudorazione si presenta come un velo liquido diffuso o addirittura sotto forma di gocciolamento vero e proprio. Il liquido è leggermente salato e di reazione acida e costituito da acqua e una composizione di sali, e per poco più dello 0,5% da sostanze solide inorganiche (cloruro di sodio) e organiche (urea).
Il raffreddamento della superficie cutanea provocato dall’evaporazione della percentuale acquosa del sudore spiega la sua ragion d’essere, cioè di regolazione della temperatura corporea.

Iperidrosi: un disturbo sociale

L’iperidrosi rappresenta un grosso impedimento alle normali relazioni interpersonali e viene vissuto come un handicap che, tra l’altro, fa vacillare l’autostima di chi ne soffre, scatenando un triste circolo vizioso che peggiora la situazione.
Chi ne soffre deve convivere con maglie e abiti bagnati e chiazzati, mani e piedi umidi, e in più con la consapevolezza di provocare nell’altro un certo senso di repulsione. Diventano così un incubo anche gesti quotidiani ordinari, come stringere una mano o lavorare maneggiando fogli di carta, o semplicemente togliersi il soprabito svelando abiti bagnati anche in inverno. Addirittura, in alcuni casi, il soffrire di iperidrosi può condizionare alcune scelte professionali o comportare rinunce sociali, fino all’autoisolamento.

 

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